Consigli e suggerimenti per cimentarsi con una carta escursionistica

Le caratteristiche che deve avere una carta escursionistica per essere efficace.

di Guglielmo Ruggiero
Guida Ambientale Escursionistica

    

Anni di escursionismo mi hanno condotto su ogni tipo di sentiero, con non poche difficoltà rispetto ad orientamento e scelta del percorso.

Ciò che faceva e che fa tuttora la differenza è la pianificazione del trekking su carta.

Già la carta!

Ma, (c’è sempre un ma) se la carta non ha determinate caratteristiche, a poco serve e rischia di confondere ancora di più le acque.

Quali caratteristiche dunque, deve avere una carta escursionistica per essere utile ed efficace?

Una carta dei sentieri per uso escursionistico deve avere  caratteristiche promozionali si, ma anche  tecniche.

Il suo fine è di illustrare la rete sentieristica ai turisti che, prevalentemente, cammineranno su sentieri segnati al piano di calpestio e/o segnati con dei segnavia ben evidenti.

Chi utilizza questo tipo di supporti, solitamente, non presta attenzione a quei dettagli che, in caso di scarsa visibilità o in caso di emergenza, possono tornare utili se non necessari.

Mi riferisco, ad esempio, al sistema di coordinate che deve essere chiaramente presente ai bordi della carta e le indicazioni del map datum ad essa riferito. Ovviamente, chi vuole CIMEntarsi in un’escursiosnismo un più “avanzato” e più consapevole, cioè percorrere sentieri non segnati e per più giorni, dovrebbe padroneggiare le basi della cartografia e quindi essere in grado di riconoscere ed eventualmente indicare le coordinate della propria posizione, conoscere cosa è il map datum, usare le scale di riduzione, leggere le isoipse, usare quindi la bussola come strumento assolutamente necessario per una frequentazione della montagna in sicurezza.

Vediamo una per una le caratteristiche essenziali di un carta:

La scala di riduzione:

Uno dei dati che deve caratterizzare una carta escursionistica è la scala di riduzione.
Ai fini escursionistici le carte più utili devono avere almeno una scala di riduzione 1:25.000.
Ciò significa che un centimetro sulla carta corrisponde a 250 m sul terreno.
Ancora più dettagliata se è ha la riduzione 1:10.000 ( in realtà un po’ rare ).
Quindi, prima di acquistare una carta, assicuratevi che vi sia indicata la scala di riduzione.
Ciò ci consente di calcolare distanze e quindi, con opportuni calcoli, tempi di percorrenza.

Il sistema di coordinate:

Una buona carta deve riportare sui propri margini esterni o  le coordinate chilometriche secondo il sistema UTM o le coordinate geografiche che non sono chilometriche ma che si esprimono in gradi.

Sono senz’altro da ritenersi delle ottime carte quelle che riportano ambedue i sistemi.

Il sistema di coordinate chilometriche potrebbe tornare utile, anzi necessario, qualora vi troviate in difficoltà e siate costretti a comunicare la vostra posizione agli eventuali soccorritori.

Infatti, se non possedete un GPS, questo è l’unico modo di individuare la vostra posizione con precisione e dettaglio priligy dapoxetine. Imparando ad usare il “coordinatometro” riuscirete ad individuare punti sulla carta, compreso il punto in cui vi trovate.

Le Isoipse o curve di livello  e l’equidistanza.

Le Isoipse o curve di livello, ci consentono di immaginare con esattezza l’orografia del terreno in cui ci muoviamo, con i suoi dossi, le sue cime, valloni, creste ecc …

Sulla carta appaiono come delle “onde” concentriche.

Avete presente quando lanciate un sasso in uno stagno? Beh, l’effetto grafico è molto simile.

Già! Ma che distanza intercorre tra una curva di livello e l’altra?

Se provassimo a dividere il denominatore della scala di riduzione per 1000 si avrebbe l’equidistanza che intercorre tra le due isoipse. Quindi se ci trovassimo tra le mani una carta escursionistica con una scala di riduzione 1:25.000, l’equidistanza tra le due isoipse sarebbe di 25 metri.

Talvolta però si può incappare su rappresentazioni delle isoipse difficili da interpretare.

E’ il caso di rappresentazioni di pendii molto scoscesi. Ai fini della rappresentazione grafica, infatti per tali pendii non è possibile distinguere l’equidistanza tra le isoipse.

Solitamente l’indicazione dell’equidistanza si trova in prossimità della scala di riduzione o nella legenda o nelle descrizioni tecniche della carta.

E’ possibile, qualora, non vi fosse l’indicazione sui margini della carta, desumere l’equidistanza, trovando un punto quotato ( una cima, una fonte o altro ) e, usando la formuletta di cui sopra, calcolare il dislivello del nostro sentiero.

Il Map Datum

ED50, WGS84, Roma40 …

Questi sconosciuti.

Sono i codici che identificano la forma matematica con cui si approssima la superficie terrestre interessata dalla cartografia. In poche parole, se si ha la necessità di riportare su carta un qualcosa di sferico (nel nostro caso la Terra) occorre fare un po’ di calcoli matematici per riuscire nell’impresa.

Provate ad avvolgere un pallone da calcio con un foglio di giornale.

Ci riuscirete se troverete il giusto compromesso tra pieghe, tagli, arrotondamenti.

Per far si che la proiezione sia il meno falsata possibile, le pieghe, i tagli e gli arrotondamenti, dovranno essere eseguiti con una logica ben precisa. Appunto con delle formule appositamente studiate dai matematici. Ecco che nasce così il Map Datum.