Storia

È mattino.

Ho voglia di camminare.

E così, passo dopo passo, la mia mente spazia ...

… penso ad una idea i cui destinatari,  possono in qualche modo recuperare un compiuto senso di sé, di riscoprire abilità poco utilizzate, di meglio sintonizzarsi con l'ambiente, di consolidare legami interpersonali validi e riscoprire un positivo senso di appartenenza al gruppo.

Penso ai questi miei passi che, uno dopo l’altro, mi porteranno, finalmente, alla cima

La montagna mi appare, così,  una risorsa, uno strumento ideale; in montagna l’Uomo sente di essere una parte vitale della realtà che scorre, sente che le proprie azioni possono aiutare se stesso e gli altri; ognuno diventa un anello importante all'interno del gruppo, impara ad affidarsi agli altri ma anche ad essere lui in prima persona responsabile della sicurezza della persona vicina, anche dello stesso accompagnatore.
E tutto passa attraverso una rivalutazione del corpo, così spesso dimenticato se non negato, corpo che, in montagna può, invece, essere valorizzato, diventare oggetto di sviluppo di azioni, emozioni e attenzioni, che può recuperare dimenticate valenze comunicative; e questo  camminando in mezzo alla natura, per boschi e sentieri, affrontando timori per una discesa ripida, disagi per la pioggia improvvisa, o per l'affaticamento muscolare.
Penso alle escursioni più semplici vicino casa, alle avventure in piccole grotte; al freddo affrontato sulla neve con le racchette ai piedi, al timore vinto in parete durante pomeriggi di arrampicata; assaporo le sensazioni di un piatto caldo in rifugio, condiviso, aspettare l'altro perché fatica, discutere di quello che si prova, bagnarsi di sudore o pioggia, ascoltare ed essere ascoltati.

Penso e credo che  quello che si concretizza a volte con qualche difficoltà in un centro riabilitativo, riesce a prendere forme più semplici e dirette in un ambiente naturale, seguendo leggi e percorsi inaspettati ma con risultati sorprendentemente validi.

Anche questo può essere la montagna.